Mala tempora currunt.
I governanti hanno recentemente creato un nuovo giocattolo: la censura di Internet. Col decreto Gentiloni, di cui si è più volte discusso, è stato istituito il sistema di filtri che dovrebbe essere in grado di oscurare i siti , diciamo così, "sgraditi". La legge parla di siti pedopornografici, che sono talmente odiosi per chiunque che nessuno si sentirebbe di protestare a riguardo (ok, non è vero che sono odiosi proprio per chiunque, ma i pedofili son bastardi, mica coglioni: non si lamenteranno certo apertamente).
Il problema è che, ora che hanno il giocattolo in mano (e sono pure scioccamente convinti che funzioni) i governanti fremono dalla voglia di usarlo anche al di fuori dei casi previsti dalla loro stessa legge.
La prima vittima di cui si è avuta notizia è stata un popolare sito di Escort. L'attività che svolge il sito non è legale in Italia (si tratta come minimo di favoreggiamento alla prostituzione, se non addirittura di sfruttamento), però viene svolta dall'estero e soprattutto non ha nulla a che vedere con la pedopornografia. Tant'è che all'inizio pensavo proprio che si trattasse di una bufala, eppure, dalle numerose conferme, sembrerebbe non sia così...
Poi è stata la volta del sito pedofilo di cui si parlava pochi giorni fa, e pochi giorni dopo di un altro sito estero del tutto analogo. E anche qui, ci sarebbe poco da protestare riguardo alla censura: nessuno sano di mente potrebbe dispiacersi della sparizione dalla Rete di tesi così aberranti e al limite dell'istigazione. Però anche qui qualcosina non torna: i siti non ospitano materiale pornografico, quindi non rientrano nei casi censurabili per legge, eppure son finiti lo stesso in black-list... Boh, poco male, anzi! Non mi dispiacerà certo per loro. Però...
Oggi siamo al delirio: un deputato della Repubblica richiede l'applicazione della censura al sito della MolleIndustria, colpevole a suo dire di aver pubblicato un videogioco blasfemo (e altre argomentazioni idiote a cui la MolleIndustria, con pazienza ammirevole, si è presa la briga di replicare sagacemente).
Tralasciando la discussione sul merito (che richiederebbe una altro lungo post di improperi), quel che più mi preoccupa è l'insana passione che sembra trapelare da parte dei governanti per il ricorso alla censura. Ho sinceramente paura che, adesso che hanno (o credono di avere) lo strumento, ne abuseranno a più non posso.
Mi consola poco sapere che i filtri, comunque sia, NON sono efficaci: uno strumento che funziona a metà è sempre insoddisfacente, sia quando usato a ragione che quando usato a torto. Mi fa incazzare che i filtri sui siti che commerciano pedopornografia siano eludibili dai pedofili. Allo stesso modo, però, mi fa incazzare anche che gli stessi filtri possano essere impiegati arbitrariamente per reprimere il dissenso. Supponiamo, per esempio, che i filtri funzionino nei confronti del 50% dei naviganti italiani. Nel primo caso, sarebbero troppo inefficaci per ostacolare il mercato della pedopornografia (anche perchè chi è interessato attivamente a quel mercato può scoprire come eluderli del tutto in meno di 60 secondi di ricerca); nel secondo caso invece rappresenterebbero comunque un gravissimo abuso verso la libertà di quel 50% di naviganti bloccati, oltre che verso i gestori del sito.
Spiegatemi infine, a margine, perchè Volontè chiede "al Governo" di oscurare il sito, anzichè invocare il giudizio di merito della Magistratura...





